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I mosaici di pompei


I mosaici fatti con piccole tessere di eguale dimensione ricavate da pietre e da marmi colorati opus tessellatum , e disposte in un letto di cemento divennero gradualmente noti al mondo greco nei decenni seguenti le conquiste di Alessandro. Ancora più soddisfacenti, dal punto di vista decorativo, sono le scene di vita marina destinate alle case e alle terme.

  • Pompei scavi: Il mosaico Pompeiano - Pompei Online
  • A mosaic from the Roman town of Pompeii, buried by the eruption of Mt. Vesuvius in 79 CE. Such fine mosaics were a common feature of floors in the villas of .
  • Di elevato livello le decorazioni dell'atrio
  • La casa dei mosaici geometrici nasce dall'unione di due case ed è composta da circa 60 stanze.
  • Gli affreschi di Moregine,
  • Italiano: Mosaico con anforetta di garum,
  • A Pompei il pavimento fu veduto come uno spazio unitario che avrebbe dovuto essere interamente coperto dal mosaico, il quale così sarebbe sembrato un tappeto anziché uno stuoino. L'altra, invece, raffigura una vecchia fattucchiera mascherata nell'atto di dare a due ~iovani donne dei consigli o dei filtri d'amore; tutte tengono le mani molto strette. Può darsi che i primi ritratti egizi, che noi non conosciamo, abbiano avuto un'influenza su quest'opera pompeiana, proprio come tante altre mode che nell'antichità arrivarono in Campania dall'Egitto.

    L'opera è ricca di sfumature e di luminosità. Insieme con il più recente e puramente decorativo mosaico del Nilo di Palestrina la vecchia Praeneste , esso costituisce il più splendido esemplare dell'arte musiva che sia giunto fino a noi e rivela la straordinaria potenzialità del mezzo anche se sarebbe alquanto scomodo dover guardare dall'alto in basso una composizione così complessa realizzata su un pavimento.

    Eppure uno dei più interessanti fra i piccoli mosaici da pavimento pompeiani si allontana dal concetto della composizione musiva intesa come decorazione.

    Institutional Portal of the Archaeological Park of Pompeii

    Originariamente sistemato al centro del pavimento di una stanza da letto, questo mosaico ha per soggetto un ritratto muliebre che Antony Thorne ha definito come quello di «una donna tormentata, con occhi grandi, non bella, sul punto di dire qualcosa a bassa voce». Sebbene i residui di cibo sparsi sul pavimento ricordino troppo le abitudini della gente del tempo per avere un sapore gradevole, essi forse rendono meglio l'idea estetica di quello che dovrebbe essere un disegno sul pavimento che non le grandi composizioni figurative.

    Due piccole composizioni musive in cui fu impiegata tale tecnica "vermicolare" opus vermiculatum sono state scoperte in una casa di campagna fuori Pompei erroneamente chiamata Casa di Cicerone e attualmente sono conservate nel Museo di Napoli. Agli inizi dell'impero bizantino, quattro o cinque secoli dopo la distruzione delle città vesuviane, una delle maggiori forme d'arte del mondo doveva evolversi dall'idea di trasferire il mosaico dal pavimento alla volta muraria o alla parete.

    In un altro pannello si vedono dei piccioni appollaiati su una tazza: tema ben noto e già incontrato nelle pitture, che era stato iniziato, secondo quanto ci viene detto, da un certo Soso di Pergamo, il quale era famoso anche per aver dipinto il pavimento sporco di una stanza da pranzo, successivamente riprodotto in numerosi mosaici. Un esemplare, conservato al Vaticano, porta la firma di un certo Eraclito, il che significa che in quel caso la persona che appose il proprio nome non era evidentemente il pittore originale che era Soso , ma l'artefice del mosaico.

    Oppure poteva essere trattato a mo' di stuoia da collocare davanti a una porta. Anche in opere importanti come il mosaico di Alessandro spesso le tessere non sono disposte in linee rette, ma variano di direzione, come anche di dimensione, secondo le necessità dell'artista. Dioscoride vi lavorò intorno al a. Esse portano la firma di un certo Dioscoride di Samo, e una delle due rappresenta un gruppo di musici ambulanti accompagnati da un fanciullo dal viso smunto e malaticcio.

    I grandi capolavori musivi del genere erano presumibilmente realizzati sul posto da esperti greci di importazione tranne il caso, forse, che nella città di Neapolis fosse possibile reperire uno o due artigiani capaci di sollevarsi a tali altezze. Può darsi anche che l'autore fosse un certo Filosseno di Eretria; in ogni caso il mosaico, anche se preannuncia alcune idee prospettiche di epoca posteriore, ci fa intuire meglio di qualsiasi altra cosa quello che doveva essere un grande dipinto murale greco.

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    La grandiosità della scena, tra l'altro, I'ha fatta paragonare al quadro della Resa di Breda del Velasquez; ma l'aerea prospettiva del capolavoro seicentesco manca nell'antico mosaico, in cui tutto sembra trovarsi in primo piano. L'arte del mosaico divenne una delle più caratteristiche e fortunate del mondo romano. Probabilmente si trattava di un'idea importata dall'oriente, sebbene sia stata suggerita un'origine siciliana.

    Questi pannelli, in cui le strisce sovrapponentesi di colore nero, grigio e giallo costituiscono un tentativo di ricerca di profondità spaziale, sono montati in scomparti di marmo, per cui dovevano essere stati prefabbricati, e questo fa supporre c he fossero stati importati già pronti, forse dall'Oriente greco.

    Può anche essere che il mosaico sia stato direttamente importato dall'Egitto già bell'e fatto o che ne sia stato almeno fatto venire il disegno su cui si basa ; oppure, in alternativa, questo tipo di ritrattistica potrebbe non aver avuto origine né in Egitto, né nella Campania, ma in qualche scuola d'arte di un'altra regione di cui non siamo a conoscenza. Ma la città di Pompei fornisce anche un certo numero di notevoli esempi dell'antica tecnica greca del "tappetino": cioè dei mosaici inseriti al centro del pavimento e formanti dei quadri, con disegni non soltanto decorativi.

    i mosaici di pompei

    Altri pannelli più piccoli portano ancora più avanti tali variazioni consentendo di ottenere risultati molto più delicati simili a quelli che solo un pittore potrebbe raggiungere mediante l'uso di tasselli delle forme più varie ma generalmente rotondi e delle dimensioni più diverse spesso molto piccole , sistemati su serie di curve sinuose.

    In effetti il trasferimento aveva già avuto inizio a Pompei e a Ercolano, ma senza dubbio anche altrove, sebbene sia su quelle due località, come spesso avviene, che dobbiamo basarci per sapere quasi tutto quel che accadeva nel mondo greco-romano.

    Tale formula è in modo particolare riscontrabile negli atria delle grandi case sannitiche costruite a Pompei e a Ercolano nel II secolo a. La testa assomiglia notevolmente ai primi ritratti della grande serie di dipinti che decoravano le mummie del Fayum e di altre località dell' Egitto, e che, per quanto ne possiamo sapere, stavano appena per iniziare la loro lunga storia proprio quando Pompei ed Ercolano terminavano la propria.

    Il nuovo progetto di restauro, intrapreso nel sotto la direzione di Massimo Osanna, si è avvalso della collaborazione di professionalità tra le più varie, tra archeologi, architetti, restauratori, ingegneri, strutturisti e esperti di giardinaggio, profilandosi come uno dei cantieri più complessi nel panorama dei beni archeologici degli ultimi decenni.

    Un esempio eccellente di questo genere è quello in cui si vede il combattimento fra un polpo e un'aragosta, mentre una murena sta in agguato pronta ad attaccare e altri pesci girano intorno. Con tutta probabilità la scena guerresca si ispirava molto da vicino a qualche quadro greco dipinto subito dopo la battaglia di Isso, o almeno prima della fine del IV secolo a.

    Risalente al a. Talvolta gli scenari potevano essere molto grandi, come dimostra il più famoso di tutti, quello che rappresenta la battaglia di Isso a. Così i mosaici da parete possono essere veduti nelle nicchie che ornavano le fontane dei giardini delle case private; essi erano fatti con cubetti di marmo o di pasta di vetro, spesso incorniciati da fasce di conchiglie di mare.

    Il concetto fondamentale era reminiscente dei tessuti: in altre parole, il mosaico, o almeno le sua parte pittorica, era pensato come una specie di tappeto inserito nel mezzo del pavimento, e il nome che si dava a tale pannello centrale era quello di emblema. La composizione è elaborata, ma brillantemente lucida e drammatica, con vedute audaci e una sapiente illuminazione.